Le Opere
Eduardo Scarpetta è stato uno dei più prolifici autori e attori del teatro napoletano. In oltre quarant’anni di carriera scrisse più di cento opere tra commedie, farse e parodie, contribuendo a rinnovare la tradizione comica e popolare con uno stile brillante, ironico e moderno. La sua produzione, ricca di invenzione linguistica e di personaggi indimenticabili, rappresenta ancora oggi una pietra miliare della drammaturgia italiana.
Panoramica “antologica” delle opere di maggior richiamo. Scarpetta scrisse decine – forse centinaia – di commedie, farse, parodie e testi minori (“riduzioni”)
Commedia in tre atti, scritta in napoletano e considerata il capolavoro di Scarpetta.
Trama: Felice Sciosciammocca (scrivano squattrinato) e Don Pasquale (fotografo ambulante), assieme alle rispettive famiglie, vivono in estrema povertà. Il giovane nobile Eugenio, innamorato di Gemma (figlia di un ex-cuoco arricchito), si rivolge a loro per farselo “accompagnare” come parenti aristocratici alla casa del padre di Gemma, in modo da ottenere l’approvazione al matrimonio. I due si prestano al travestimento, generando equivoci, scambi di ruolo e rischi di svelamento. Alla fine l’inganno è smascherato, ma la vicenda si risolve con il consenso al matrimonio, il ricongiungimento della famiglia di Felice e la rivelazione di molti segreti.
Una commedia farsesca in tre atti.
Trama: Il nipote Ciccillo, gravato di debiti, inventa che lo zio Felice (ormai facoltoso) è proprietario di un manicomio. Quando lo zio arriva a Napoli, Ciccillo e il suo amico Michelino trasformano una pensione in una clinica psichiatrica fittizia. Felice viene convinto a visitare “i pazienti”, che sono in realtà ospiti della pensione con strane fissazioni e personalità bizzarre. Tra errori, finzioni e scene grottesche, Felice si trova immerso in situazioni surreali: chi canta, chi vuole sposarsi, chi lotta per riconoscersi. Alla fine l’inganno è scoperto, Ciccillo si pente e promette di studiare per diventare davvero medico.
Commedia in tre atti, ispirata al vaudeville francese Le Parisien.
Trama: Don Pasquale, timoroso e geloso per natura, decide di assumere un “turco eunuco” per far da guardiano alle figlie prima del matrimonio. Tuttavia l’eunuco viene sostituito da Felice Sciosciammocca (che assume il ruolo falsamente). Egli entra in casa di Pasquale fingendo di essere l’assistente designato, ma combina disastri e conflitti con Don Carluccio (spasimante respinto), fino a scatenare una festa durante la quale Lisetta, figlia di Pasquale, rifiuta Carluccio. Alla resa dei conti, grazie all’intervento di Felice, Lisetta sposa l’uomo che ama, e la confusione si risolve con nuovi legami e sorrisi.
Parodia in chiave comica della tragedia La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, che portò a un contenzioso legale per plagio.
Trama e importanza: Scarpetta trasformò la tragedia dannunziana in un testo comico-dialettale, deridendo le costrizioni, i simbolismi e l’ideologia del modello originale. La provocazione gli costò una causa per “contraffazione”, che fu seguita con grande clamore (difensori illustri si schierarono da ambo le parti) e da cui uscì prosciolto.
Commedia in tre atti (anche detta ’Na santarella).
Aspetti principali: Si tratta di uno dei testi di successo che fruttarono a Scarpetta guadagni significativi. In effetti, i proventi derivanti da quest’opera permisero la costruzione della sua villa, che prese poi il nome “La Santarella”. Non si ha una sintesi narrativa molto nota come per le opere precedenti (non è tra le più frequentemente rappresentate), ma la commedia rientra tra i titoli “storici” del repertorio scarpettiano.
- 1875 – Gelusia ovvero Ammore spusalizio e gelusia
- 1876 – Ov’è mammà?
- 1876 – ’Na commedia ’e tre atte
- 1876 – Quinnice solde so’ cchiù assaie de seimilalire
- 1876 – È buscia o verità?
- 1877 – Felice maestro di calligrafia ovvero Lu curaggio de nu pompiere napulitano
- 1879 – Feliciello e Feliciella
- 1879 – Lo testamento de Parasacco
- 1879 – La collana d’oro
- 1880 – L’Accademia disturbata
- 1880 – Le treccia dell’Imperatore
- 1880 – La Presentazione de ’na compagnia ovvero Felice direttore di compagnia
- 1880 – Tetillo (da Bébé di Alfred Hennequin)
- 1880 – Mettiteve a fa l’ammore cu me! (da Fatemi la corte)
- 1880 – Li Piscivinnole napulitane
- 1880 – Tric Trac (da Guarino)
- 1880 – Lu pescecane
- 1880 – ’Nu zio ciuccio e ’nu nepote scemo (da Il finto medico)
- 1880 – Duje marite ’mbrugliune (da Les dominos roses)
- 1880 – Bazzicotto
- 1880 – Il non plus ultra della disperazione ovvero La Battaglia del Rigoletto
- 1881 – ’O scarfalietto
- 1882 – Il romanzo di un farmacista povero
- 1882 – La nutriccia (’A nutriccia)
- 1885 – ’Nu turco napulitano
- 1887 – Miseria e nobiltà
- 1889 – ’Na santarella
- 1893 – Lu cafè chantant
- 1900 – ’A nanassa
- 1902 – Allegrezza e guaie (rivista)
- 1904 – Il figlio di Iorio
- 1908 – ’O miedeco d’e pazze
- 1908 – L’ommo che vola (rivista)
- 1909 – La coda del diavolo
- 1915 – Tre epoche
- 1923 – Nu disastro ferroviario
- 1924 – Woronoff
